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Guida agli abbinamenti: Livebarrels e la Pasqua, pt.1

Quando elaboriamo le nostre creazioni, non possiamo fare a meno di immaginarci a tavola. In situazioni diverse, dalla più rustica alla più avanguardista, ci lasciamo ispirare dai vari momenti di consumo, sempre tratteggiandone un quadro molto vivido, dettagliato e, manco a dirlo, invitante. Vogliamo quindi approfittare della Pasqua in arrivo per condividere con voi un po’ di questa golosità, con l’idea di farvi abbandonare qualsiasi esitazione o diffidenza: sidro e idromele sono prodotti che possono essere abbinati con qualsiasi piatto o cucina e vogliamo sfruttare il pranzo di Pasqua per darvi qualche dritta su come sfruttarli al meglio. Questo è il primo di una serie di tre post in cui affronteremo i temi gastronomici più pressanti riguardanti la tavola della festività, dall’antipasto alle uova di cioccolato, da cui trarre spunto e imparare qualche trucco per creare i vostri abbinamenti Livebarrels.

Partiamo col botto: come abbinare tre pesi massimi della tradizione pasquale italiana.

Torta Pasqualina

Piatto simbolo della Pasqua ligure, le cui prime citazioni ufficiali risalgono al XVI secolo, è ormai stata sdoganata anche nel resto d’Italia. Ottima anche fredda, pratica per l’asporto, è diventata protagonista dei picnic di pasquetta: al momento di redigere questa guida ancora non sappiamo se questa pratica sarà permessa dalle norme Covid, ma questo non ci impedirà di addentarne una fetta anche per un eventuale aperitivo casalingo. Quindi: abbiamo una sfoglia a base di olio d’oliva; un’abbondante componente “verde”, fatta di cipolle novelle, biete, erbette, erbe aromatiche (storicamente maggiorana) e selvatiche; una morbida parte casearia data dalla ricotta o dalla prescinseua -volendo essere più ligi alla tradizione- ovviamente ben scolata; c’è lo spunto del parmigiano e, ovviamente, il simbolo della pasqua, l’uovo. Qui troviamo uova intere, fatte delicatamente scivolare in incavi appositamente ricavati nel ripieno in fase di assemblaggio.
L’abbinamento classico è presto fatto: un bianco fresco, snello e fruttato, magari un Vermentino. Nella gamma Livebarrels l’ideale è una bottiglia del nostro Brut Nature. L’effervescenza vivace e il finale dry lasceranno il palato lindo dopo ogni boccone, rendendo fin troppo facile l’opera di finirvi torta e bottiglia, ma è nei dettagli che si fa la differenza. Come nella freschezza succosa della mela che sottende la bevuta e ben supporta la ricca parte vegetale del piatto e, aiutata anche dalla giusta spalla acida, ripulisce dall’opulenza e dalle note sulfuree dell’uovo, il tutto impreziosito dai profumi fruttati e tropicali del nostro sidro.

Casatiello

Siamo passati all’artiglieria pesante. Il casatiello è un pane condito ricchissimo, la cui storia si perde tra l’antica Roma e la Magna Grecia. Già l’etimologia del suo nome, derivante dal latino caseus -formaggio, cacio appunto- non lascia molto spazio all’immaginazione. Abbondanti Pecorino o Parmigiano, provolone, a cui aggiungere un misto di salumi, salame, pancetta, cicoli, le uova sode a pezzetti, senza lesinare sul pepe, il tutto avvolto da un impasto con un buon 30% di strutto. La sua simbologia racconta della circolarità della vita e di rinascita, e lo ha reso ormai uno dei simboli della tavola pasquale anche fuori dalla Campania.
È un prodotto dalla carica sapida e lipidica non indifferente, che richiede una bevuta adeguata, muscolare e strutturata. Sarebbe bello poter fare affidamento su un rosso che abbia l’importanza per non venire sopraffatto, ma con leggiadria: stiamo pur sempre parlando di un pane, un accompagnamento, non di una portata principale. Possiamo aiutarvi, con il primo ibrido tra sidro e vino prodotto in Italia, la nostra Sidrera. Abbiamo aggiunto alle nostre mele in fermentazione un buon 30% di mosto di Barbera, il risultato è un calice in cui ritroverete tutta l’importanza e l’acidità della bacca rossa, alleggerita dal corpo snello del sidro e dal bagaglio alcolico quasi dimezzato. Note di mora, uva fragola, frutta rossa freschissima e l’effervescenza vivace sono l’ideale per accompagnare la sapidità festaiola dei salumi, mentre la naturale nota “sour” del sidro e della Barbera forniranno il necessario complemento per strutto e formaggio.

BONUS: se i salumi li mangiate a parte, magari accompagnati da una pizza al formaggio umbra, la Sidrera è l’abbinamento ideale anche per voi!

Vignarola

Carciofi, fave, piselli, lattuga, cipollotti… una sinfonia verde brillante, e un inno alla primavera. Un compendio di ciò che cresceva tra i filari -da qui il nome- rigorosamente rinforzata con guanciale e pecorino e profumata di menta, perché siamo pur sempre in Lazio. Antipasto, contorno, condimento per una pasta o topping per una pizza bianca, magari proprio una bella “scrocchia” o una pinsa romana, se ve la cavate con gli impasti. Piatto di grande versatilità, ma di abbinamento non immediato. Per stavolta, affidiamoci alla sommellerie “vecchia scuola” e affidiamoci ad un vitigno aromatico, in grado risolverci il problema del tannino dei carciofi, come la Malvasia del nostro Pyment Mu. L’acidità e la freschezza dell’uva ci aiuteranno anche col guanciale, supportate dalla morbidezza della base idromele che saprà placare anche il pecorino.

BONUS: siete di quelli che aggiungono anche gli asparagi alla vignarola? Nessun problema! Magari provate il Pyment Tau, con uva Trebbiano, per aggiungere note fruttate più esotiche al tutto.

Per oggi diremmo che avete abbastanza spunti si cui meditare. Alla prossima puntata, in cui affronteremo la scottante questione degli abbinamenti con l’agnello!

Proseguite la lettura con la seconda parte, tutta dedicata all’agnello

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